GIUSEPPE PELLEGRINO, IL TUTTOFARE DI CARUSO E POZZOVIVO

Giuseppe Pellegrino, “il Pelle” amico e l'uomo tuttofare di Damiano Caruso e Domenico Pozzovovo che domenica ha corso i tricolori di Imola. Ecco la storia di un motoperpetuo - di Pier Augusto Stagi

È passato inosservato, eppure in gruppo era conosciuto da molti, visto che di alcuni è anche da tempo amico sincero, come nel caso di Damiano Caruso o Domenico Pozzovivo.

Per loro Giuseppe “Peppe” Pellegrino è l’amico tuttofare, che sa andare forte in bicicletta e all’ occorrenza te la sa anche sistemare, la bicicletta. Lo conoscono bene Mario Cipollini, così come Vincenzo Nibali o Sonny Colbrelli, Alessandro De Marchi o quelli che abitualmente bazzicano la Sicilia, l’Etna in particolare, dove “Peppe” ha il suo “MTB Component Point” di Nicolosi, alle pendici di iddu o idda, come i catanesi chiamano il loro vulcano.

Ha corso il Campionato Italiano di Imola con il numero dorsale 147: ritirato per foratura dopo 140 chilometri di gara. «Mi sono trovato lì con la mano alzata, in attesa di un’ammiraglia, a me assegnata, che non è mai arrivata, anche perché era davanti e io non lo sapevo, ma va bene così, mi sono tolto questa soddisfazione», ci racconta lui con un tono fiero e gentile, orgoglioso e umile di chi è felice di quello che ha fatto ma è anche consapevole di quello che è.

«Mi ha convinto Domenico (Pozzovivo, ndr), un ragazzo d’oro, un caro amico che spesso è qui sul vulcano per sedute di allenamento. Mi ha detto: “Pelle, stai andando forte, vieni a correre l’italiano con noi”. Perché no? Mi sono detto. E così domenica mi sono presentato al via con la mia bella maglietta e tanto entusiasmo».

“Peppe” Pellegrino, nato l’8 febbraio 1989 a Catania, sposato con Chiara Paparo, è un tipo che non sta con le mani in mano. Anzi, le mani le sa usare a dovere come meccanico, ma anche con le gambe non è niente male, e pure con la testa, visto che ha una laurea in tasca, essendo ingegnere edile strutturista e per questo, assieme al fratello Antonino, è titolare della “Araba Fenice P&P Costriuzioni” di Catania. La sua giornata tipo? Tutto un programma, ascoltate “Peppe”: 

«Sveglia alle 6, per andare in cantiere e impostare il lavoro, poi incontro con gli operai e via. Alle 9.30 vado in negozio, a Nicolosi. Lì gestisco il marchio “Berria”, con la quale corro e per la quale oltre ad essere un atleta di Marathon, sono anche manager del team e agente per l’Italia di questo marchio iberico. Alle 12 stacco e vado ad allenarmi per almeno un paio di ore con la mountain bike e mi ripresento in negozio per le 16, dove ci rimango fino alle 19, non prima di fare un salto all’ Araba Fenice e finire la mia giornata lavorativa attorno alle 21».